PER I DIRITTI SOCIALI DI RECIPROCITA

Diritti Sociali de Reciprocità  tra Italia e Perù

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Il Perù ,e un paese dove la cui economia emergente segna un trend di crescita constante nel ultimo decennio e che stanno raggiungendo nella grande maggioranza la piena stabilità economica intraprendendo percorsi d’integrazione nel settore sociale, economico, e che nei paese come l’Italia che oggi anno bisogno di rinnovare la sua politica estera di migrazione ,che per colpa di questa crisi tanti italiani sono usciti del bel paese e tantissimi in più andranno via per cercare nuovi opportunità di lavoro e di migliorare la qualità della vita .

Si calcola che nell’anno 2013 sono uscito allo stero 60,000 italiani e gran numero ha deciso andare in Perù che oggi e un paese accogliente y prospero e per questo e importante lo aumento forte delle iniziative organizzate per i diritti sociali tra ambi paese e le sue istituzioni governative, che ancora oggi anno una partecipazione ancora largamente insufficiente di attività realizzate direttamente dalle ambasciate e dei suoi ministeri degli affari steri.

La novità forse più rilevante, però, consiste nella grande crescita, innanzitutto qualitativa, delle iniziative preparatorie a carattere economico, che hanno coinvolto tanti imprenditori, grandi e piccoli influendo nel settore lavorativo. Si tratta di un segnale forte di attenzione, d’interesse, di sensibilità:il mondo delle imprese è senza dubbio il settore che in modo più dinamico si sta avvicinando a quest’America latina e particolarmente al Perù in costante cambiamento, progresso e stabilizzazione.

A Roma, si è tenuta una serie d’iniziative sostenute delle associazioni politiche e culturale senza un inedito incontro con l’istituzione governativa sulla politica estera verso il Perù sul tema delle coesioni sociali, le cooperazioni universitarie, le politiche del lavoro e delle pensioni tra ambi paesi, per favorire la definizione di strumenti di risposta condivisa alle grandi sfide del mondo moderno a sostegno di una rinnovata governance globale e di un rapporto organico di collaborazione; rafforzando il partenariato tra l’Italia e i paesi dell’area sudamericana che può porsi validamente al servizio della Comunità internazionale in un’ottica di maggiore inclusività e di riassetto strutturale dell’economia mondiale che richiede oggi, infatti, modelli di governo economico più rappresentativo nell’attuale fase di transizione verso una società sostenibile “post globalizzato” motivata per la denominata mobilità geografica internazionale dei lavoratori per essere reali problemi socio economiche che anno bisogni de soluzioni giuridiche nell’ambito delle protezioni sociali a svilupparci in diverso territorio di provenienza .

Si stima che il flusso migratorio in Europa alimentato per l’ultima legge dell’eliminazione del visto nello spazio Shengel sarà luce verde per un aumento dell’intercambio migratorio y per conseguenza e necessaria negoziare accordi e trattati bilaterali tra i governi italiano e del Perù dove per il 2014 si stima una crescita de 5.7%, questo in un intorno internazionale di moderato ricupero, specialmente negli Stati Uniti, a una minore crescita in China e a una normalizzazione de 6.4% previsto per prossimi anni 2016, 2017, 2018,2019 che permetterà al Perù essere l’economia di maggiore crescita de America Latina.

Non ostante questa crescita economica del Perù, Secondo dati officiali si calcola che 30.000 peruviani escono ogni mese del paese e oggi sommano 3,5 milione che vive nell’estero avendo un’età media tra quindici e quarantanove anni, e nell’Italia fino al 2012 erano residenti 246,908.

Alcuni report privati stimano che gli immigrati ​​peruviani sono della popolazione dinamica economicamente attiva (PEA), ma paradossalmente vivono fuori dal loro paese. La maggior parte delle rimesse che inviano s’indirizza in spese dei consumatori, piuttosto che essere indirizzate a investimenti produttivi.

Le rimesse cominciano a diventare uno dei più grandi acquisti di entrate in valuta estera in America Latina.

DATI DEL 2012

Posizione Paese Peruviani Continente
1.ª  Estados    Unidos 770 060 America
2.ª  España 391 141 Europa
3.ª  Argentina 349 583 America
4.ª  Italia 246 908 Europa

Se da inizio cosi a una nuova tappa storica nel mondo per la costruzione di nuove convegni e trattati internazionali di reciprocità, d’intercambio permanente nel campo della migrazione sopra di tutto giovanile che non può essere lasciata a la merce della logica della valorizzazione del movimento del capitale transnazionale del flusso migratorio mondiale.

I avance della globalizzazione anno impulsato la economia fra l’intercambio mercantile,finanziario e culturale, però in questo processo i problemi dei popoli no si anno risolti,contrariamente se anno acutizzato   favorendo alla frammentazione sociale con la politica neo liberale adottata in Europa  incidendo nel resto del mondo, aumentando le disuguaglianza sociale,lo sfruttamento infantile,la disoccupazione,l’analfabetismo,la povertà per i anziani e la violenza.

LA CIRCOSCRIZIONE INTERNAZIONALE :                                                                               Siamo e formiamo parte dell’ALTRO PERU, l’extraterritoriale o piuttosto semplicemente REGIONE extraterritoriale No. 26, non ancora riconosciuta come divisione politica.L’infelice diaspora, esperienza storica che ha avuto inizio con l’esodo nei primi anni ’80, a seguito del conflitto armato tra fratelli del Perù profondo e le indifferenti istituzioni governative del post dittatura militare, che è stata accentuata dalla democrazia semi borghese e le applicazioni delle politiche del cosmopolitismo entreguista delle nostre risorse naturali.L’intellettualità nazionale all’interno del paese dovrebbe ascoltare e imparare diverse cose dai loro colleghi peruviani all’estero, perché anche se si soffrono discriminazioni, atti di razzismo e xenofobia e altre ingiustizie ,non ostante tutto questo, danno il loro contributo economico e culturale per il paese ospitante, arricchendo de uguale modo il amato paese con le rimesse e fornendo pure nuovi approcci culturali. Per questo gli intellettuali sono chiamati a difendere con precisione e unirsi a questa lotta, perché hanno libertà e diritti politici, gli stessi che sono negati a esercitare ai peruviani al stero come espresso nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo e ratificato nelle  Costituzioni del ‘79 e ‘93  del attuale sistema di governo. 

Il sottosviluppo del nostro paese si caratterizza anche per il livello di cultura civica diffusa i cui valori indicano il grado di sviluppo sociale della nostra patria, popolazione di soggetti piuttosto sudditi e non di cittadini, che vedono la politica come un’attività superflua, vile e degradata da personaggi pseudo politici, senza una vera vocazione ideologica né anche dottrinaria, meno dialettica al servizio collettivo che rendono un vantaggio personale piuttosto che un servizio pubblico. Riteniamo pertanto che sia giunto il momento di creare e costruire insieme come risultato di un bisogno primario la proposta de una Comunità Politica Extraterritoriale come FRONTE UNITARIO DE LOTTA dei peruviani allo stero, per agire, e per autodeterminarci; e dell’impatto di quest’unione sociale ripercoterà sostanziale e inevitabilmente le nostre vite e di quelle che verranno dopo da noi.I peruviani all’estero, costituiscono una concettualizzazione legale del cittadino, un’implicazione istituzionale nazionale, un’identità e appartenenza della società tutta unita allo stato-nazione anche fuori del territorio. Sul tanto insieme in un Fronte Unito, possiamo conquistare i diritti rimandati per non dire i diritti negati dei PEX. Da questo punto di vista, non solo la rappresentanza parlamentare dei peruviani all’estero ha significato, ma anche i distretti civili e giudiziari, questo vale per sostenere il riconoscimento costituzionale delle comunità all’estero REGIONE VENTISEI e la sua CIRCOSCRIZIONE INTERNAZIONALE, quindi un’emergente figura istituzionale in armonia con gli accordi, e trattati internazionali di reciprocità, motivati ​​dalla cosiddetta mobilità geografica internazionale, per essere realtà socio – economiche reali che richiedono soluzioni giuridiche, di fatto, con leggi applicabili in materia di protezione sociale a svilupparci in territorio di origine distinto di provenienza generato da fattori che aumentano la mobilità transnazionale dei lavoratori.

ANALISI ECONOMICO SOCIALE NEI ULTIMI VENTI ANNI

Sul piano economico, il Perú fa parte dei paesi in via di sviluppo designati «a reddito medio», ma in realtà, quasi la metà della popolazione viveva nella decade ’80, ’90 di sotto la soglia di povertà ed era suddiviso, in generale, in tre classi sociali. La classe alta é minoritaria concentrata principalmente nella città di Lima; costituiva circa il 3% della popolazione totale. La classe media era costituita da lavoratori e professionisti che dipendevano da un salario e da un posto di lavoro; formavano il 60% della popolazione ed era la classe sociale più colpita dalla crisi degli ultimi anni nella decada del ‘90. Ora La classe bassa é composta di famiglie di operai e contadini del paese. Gli operai sono concentrati specialmente nelle città, in particolare in quelle chiamate “pueblos jóvenes” e molti di loro sono contadini emigrati da una comunità a un centro urbano. I contadini che ancora vivono nelle comunità andine sono la risorsa più importante della cultura e della religione inca. Nel sud del Perú le comunità sono bilingue o monolingue quechua; nel nord, le lingue native sono completamente scomparse. Un caso particolare é costituito dalla foresta, dove esistono ancora tribù e comunità non ancora raggiunte dalla “civilizzazione”. Il sistema educativo é una sfida per tutti i governi del paese. Negli ultimi anni si sta cercando di fare una riforma per avvicinare l’educazione alle necessità reali del paese e formare persone in grado di trasformare il paese. Il “Constructivismo” e il “Aprendizaje Significativo” sono i nuovi approcci con i quali il Ministero dell’Educazione e le facoltà universitarie stanno formando i professori. Il Ministero della Salute dirige il Sistema di Sicurezza Sociale attraverso il quale migliaia di peruviani possono essere assistiti nei diversi ospedali dello Stato. Nello stesso modo, il Sistema Delle pensioni permette a migliaia di lavoratori di ricevere una pensione economica mensile. Esistono anche i fondi privati delle pensioni (AFP), che offrono i loro pacchetti delle pensioni attraverso la libera concorrenza.

In Perù anche la religione é, un’eredità della Conquista, perciò, il paese è a maggioranza cattolica (più del 75% della popolazione). Con il cattolicesimo, dal secolo XVI, convivono espressioni di una religione nativa basata sul culto del Sole, della Pachamama (Madre Terra) e degli elementi della natura in generale. Tuttora gli studiosi non sono d’accordo quando si parla di decidere se si tratta di due religioni molto differenti in un processo di fusione oppure un parallelismo di credenze.
Inoltre, recentemente, sono comparse chiese molto differenti, in modo tale che possiamo affermare che i peruviani sono ancora molto religiosi e che il percentuale di atei e agnostici dichiarati é molto basso. Ci sono, per esempio, chiese protestanti frutto del lavoro di missionari nordamericani ed europei. Inoltre troviamo testimoni di Geova, mormoni, avventisti, buddisti, musulmani, indù, hare khrishna, etc. Sono sorte anche religioni “nuove” come il gruppo peruviano Israeliti del nuovo Patto (che ha la particolarità di partecipare sempre alle elezioni politiche), il Movimento della Nuova Era (che ha la particolarità di fondere religione, filosofia, costumi tradizionali, etc.) e altri gruppi che rispondono alla necessità di riempire il vuoto “morale” che il secolo passato ha lasciato nell’animo della gente. L’attività religiosa in Perù é molto importante, considerando che, per molta gente, uno dei “centri di energia” del mondo si trova precisamente nella città di Cusco.

Proiezioni di crescita 2013:

Secondo i datti della BBVA ricerca, notano che il Perù  e cresciuto nel 2013 del 5,8%, mentre il Cile  in 4,2%.

“L’economia globale mostra un rallentamento ciclico, soprattutto nei paesi emergenti,  dove le condizioni finanziarie meno lassista rivolta verso (…) la crescita come  in Cile che ha mostrato chiari segni di rallentamento”, diceva l’analisi al terzo trimestre del BBVA nel 2012.

Per il Perù dicono “le nostre nuove previsioni di crescita economica in Perù continuano a segnalare una prospettiva positiva, con tassi di crescita annuali di stime del PIL che rimarrà poco meno del 6% nel 2013-2017.Gli indicatori dell’attività disponibili mostrano che l’economia peruviana è in un processo di moderazione ciclico dopo diversi trimestri di forte crescita negli ultimi tre anni, ma non e l’inizio di una fase di recessione grave e prolungata, anzi si prevede un atterraggio morbido’ per l’economia verso tassi di crescita sostenibile a medio termine.

PER LA ABOLIZIONE DELLA LEGGE BOSSI-FINI

I lavoratori migranti non hanno diritto a una pensione. Nostri contributi sono stati sospesi, tolti con la legge Bossi-Fini e la precedente  legge Napolitano -Turco con la caratteristica di trasformare i migranti in “razza inferiore” legittimando pratiche discriminatorie dei cittadini facendo un può di differenza tra i migrante regolare considerato per il ordinamento giuridico italiano in “un ospite in prova perpetua” con i migranti irregolare o clandestini in precariato perpetuo. In più sì un migrante decide di tornare al suo paese perde tutti i suoi contributi versati all’INSP. Per questo vogliamo i diritti sociali di reciprocità cioè gli accordi bilaterali tra i due paese Italia – Perù, per che e un diritto tanto per i lavoratori peruviani in Italia e i italiani in Perù.Per questo vogliamo l’appoggio di tutte le forze politiche, culturale e sindacale, etc. che hanno dimostrato, essere fino a oggi paladini dei diritti sociali in difesa dell’articolo 18 della costituzione, ecc. Il prossimo appuntamento e per il 15 di novembre alle ore 15.30 nella sala del Patito Democratico di Via Alessandro Scarlatti 9A, per continuare a costruire insieme al COMITATO RETTE SOLIDARIA PER I DIRITTI SOCIALI Comitato Consultivo a favore degli accordi bilaterali tra I’Italia e il Perù nato, il 16 di ottobre nella sala consolare peruviana della città di Roma. Questo e un diritto di tutte e tutti i lavoratori siano migranti o italiani senza nessun tipo di discriminazione. Proviamo a immaginare una società senza questi diritti, sarebbe una società senza un futuro dignitoso per i giovani di oggi anziani di domani.

CONVENIOS BILATERALES ENTRE EL PERU-ITALIA

ACCORDI BILATERALI TRA IL PERU-ITALIA

I diritti sociali di reciprocità sonno in sostanza di programmi di cooperazione bilaterale, in cui intervengono con l’incarico di principali attori come soggetti sociali le università, gli enti di ricerca, i settori imprenditoriali, le organizzazioni socio politiche culturali, e il sindacalismo, nell’intento di migliorare reciprocamente il proprio livello scientifico, tecnologico e socio-economico con cooperazione e finanziamento congiunto e progetti comuni di ricerca, svolti da gruppi organizzati italiani e peruviani a favore dello sviluppo sostenibile con progetti comuni destinati a diminuire la disuguaglianza sociale tra  paese contraenti.

La mancanza di una Convenzione internazionale in materia di sicurezza sociale tra Italia e Perù crea numerosi problemi alle persone   che   hanno lavorato nei due paesi perché non possono “totalizzare” il periodi di lavoro per avere una pensione. Fino al 2002 il lavoratore straniero che cessava l’attività lavorativa e abbandonava definitivamente l’Italia proveniente da un paese che non aveva convenzione di sicurezza sociale, aveva diritto di richiedere all’Inps la liquidazione dei contributi versati. Oggi, in caso di ritorno definitivo nel proprio paese prima di avere maturato il diritto a una pensione italiana, la legge dice che i lavoratori stranieri con contributi versati in Italia hanno diritto, al compimento del 65° anno di età, alla pensione di vecchiaia liquidata con il sistema contributivo (che si applica per coloro che hanno iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996), anche se hanno meno dei cinque anni di contributi. Invece, per i lavoratori stranieri che hanno titolo alla liquidazione della pensione di vecchiaia con il sistema retributivo o misto (hanno bisogno di avere venti anni di contributi) e vanno via prima di avere maturato i requisiti, la pensione di vecchiaia non potrà essere concessa prima dei sessantacinque anni, sia per gli uomini sia per le donne.

Nell’accordo bilaterale si dobra regolare una normativa che stabilirebbe in maniera inequivocabile l’obbligo di riconoscere la qualità di assicurato ai propri lavoratori e pensionati peruviani che si spostano in Italia reciprocamente per i lavoratori e pensionati italiani che si spostano in Perù. Si stabiliscono cosi che un lavoratore italiano o peruviano ha diritto alle prestazioni che rientrano nel campo di applicazione dell’accordo, le conserva senza limitazione alcuna qualora si trasferisca o risieda nel territorio dell’altro Stato contraente, tenuto conto delle peculiarità della sua legislazione.

I nuovi accordi bilaterali, quando e se entrerà in vigore, si applicherà alla legislazione italiana e peruviana concernente l’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti e la gestione speciali dei lavoratori autonomi; alle assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali: alle prestazioni per la maternità e le malattie, alle prestazioni familiari per i lavoratori; ai regimi sostitutivi dell’assicurazione generale obbligatoria.

Il regime di previdenza sociale dovrebbe garantire prestazioni a malattia, invalidità, vecchiaia e morte, incluse le prestazioni di maternità; all’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali; alle prestazioni familiari; con un SISTEMA UNIFICATO SANITARIO (SUS), regolato all’assistenza medica, farmaceutica, protesica, odontoiatrica, ambulatoriale e ospedaliera.

Per quanto riguarda al Perù si applicherà alle legislazioni concernenti: il Regime generale di pianificazione della pensione, che dovrebbe garantire prestazioni a malattia, invalidità, vecchiaia e morte, incluse le prestazioni di maternità; all’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali; alle prestazioni familiari; al sistema unificato sanitario (SUS), regolato all’assistenza medica, farmaceutica, protesica, odontoiatrica, ambulatoriale e ospedaliera.

Per beneficiare dell’accordo NON SARA’ PIU’ RICHIESTA LA CITTADINANZA ITALIANA O PERUVIANA, ma sarà sufficiente essere stati soggetti alla legislazione di uno o di entrambi gli Stati sotto il principio dell’eguaglianza di trattamento per cui i soggetti assicurati sono sottoposti agli obblighi e sono ammessi ai benefici della legislazione di sicurezza sociale del Paese in cui si spostano alle medesime condizioni dei cittadini di tale Paese. Si applicherà anche ai familiari delle persone tutelate).                                                                                                                                 Sono inoltre disciplinati in maniera ufficiale i diritti dei dipendenti pubblici inviati nel territorio dell’altra Parte, degli agenti diplomatici e consolari di carriera e del personale amministrativo e tecnico delle rappresentanze politiche. È previsto, a determinate condizioni, il diritto di scelta assicurativo per l’una o l’altra legislazione a favore dei funzionari e degli impiegati alle dipendenze delle rappresentanze diplomatiche e i lavoratori al servizio privato. Per ciò che riguarda le PRESTAZIONI FAMILIARI, che attualmente non sono disciplinate, i nuovi accordi dovrebbero stabilire prestazioni corrisposte ai familiari del lavoratore che risiedono nell’altra Parte contraente e che qualora abbiano dovuto prestazioni familiari ai sensi della legislazione di entrambi gli Stati, esse saranno erogate solo dalla legislazione dello Stato d’impiego del lavoratore.                                                                                   Con il nuovo accordo sarà innalzato da un mese a un anno il periodo minimo di contribuzione necessario per attivare il meccanismo della totalizzazione per perfezionare un diritto previdenziale, uniformando così il periodo minimo a quello della quasi totalità delle convenzioni bilaterali stipulate dall’Italia.

ACCORDI MULTIBILATERALI: Viene inoltre introdotto il principio della TOTALIZZAZIONE MULTIPLA che prevede la possibilità di utilizzare anche i contributi versati in Paesi terzi legati a entrambi gli Stati da distinti accordi di sicurezza sociale. L’attuale crisi economica influirà i nuovi accordi bilaterali che si dovrebbe, estendere gradualmente alla disoccupazione, ai dipendenti pubblici , ai liberi professionisti ed al riconoscimento legale  dei titoli d’studio tra i paesi  contraente,grazie al possibile sviluppo economico diminuendo la breccia della povertà che riesca garantire reddito,casa e dignità.
Infine dovrebbe essere disciplinato in modo esplicito il nuovo sistema delle pensioni CONTRIBUTIVO ITALIANO entrato in vigore com’è noto dall’uno de gennaio 1996 che e un punto ancora non molto chiaro, una lacuna di tutte le convenzioni di sicurezza sociale stipulate dall’Italia.

La comunità italiana in Perù è numerosa e molto attiva. Attualmente vi sono poche migliaia di Italiani, concentrati nella capitale, si stima che attualmente superano i 30.000 e i suoi discendenti sono più di 500.000; ma con una notevole importanza nella società peruviana. Gli italiani hanno avuto una forte presenza nella terra degli Inca da molto tempo ed è per quello che i peruviani li accolgono con molta cordialità e simpatia. Nella storia del Perù la presenza italiana si può vedere nella politica, nell’economia, nell’arte, nella la gastronomia e in tante altre attività. Per esempio, il patrono delle Forze Armate del Perù è figlio di genovesi: Francisco Bolognesi. L’attuale Presidente del Perù Ollanta Moisés Humala Tasso è discendente italiano come il appena eletto Sindaco de Lima Luis Castañeda Lossio. Quindi l’italianità è stata sempre vicina ai peruviani e i legami tra i due Paesi oggi più che mai sono forti e certamente con gli accordi bilaterali continueranno a rafforzarsi di più.

Convenzione per evitare la doppia imposizione:

Le convenzioni internazionali contro la doppia imposizione sono uno strumento di politica internazionale tributaria necessarie a evitare il fenomeno per cui lo stesso presupposto sia soggetto due volte a tassazione in due diversi stati. Le convenzioni, infatti, regolano i rapporti tributari tra i soggetti che operano negli stati firmatari della convenzione e che sono collegati quindi agli stessi. Questo strumento ha lo scopo di evitare la tassazione del reddito sia nel paese in cui questo è stato prodotto sia nel paese di residenza del soggetto che lo ha prodotto. Come tutte le convenzioni internazionali, anche quelle contro la doppia imposizione hanno valore superiore alla legge nazionale e, nei casi in cui è previsto, prevalgono su questa, così che il giudice tributario sarà tenuto a disapplicare la normativa interna per applicare quanto previsto dalla convenzione.

METODI PER ELIMINARE LA DOPPIA IMPOSIZIONE

Le convenzioni internazionali contro la doppia imposizione sono uno strumento di politica internazionale tributaria necessarie a evitare il fenomeno per cui lo stesso presupposto sia soggetto due volte a tassazione in due diversi stati.
Le convenzioni, infatti, regolano i rapporti tributari tra i soggetti che operano negli stati firmatari della convenzione e che sono collegati quindi agli stessi.
Questo strumento ha lo scopo di evitare la tassazione del reddito sia nel paese in cui questo è stato prodotto sia nel paese di residenza del soggetto che lo ha prodotto. Come tutte le convenzioni internazionali, anche quelle contro la doppia imposizione hanno valore superiore alla legge nazionale e, nei casi in cui è previsto, prevalgono su questa, così che il giudice tributario sarà tenuto a disapplicare la normativa interna per applicare quanto previsto dalla convenzione.

Il modello Vietnam – Repubblica San Marino:

1. Disposto dalla legislazione del Vietnam sulla detraibilità dell’imposta dovuta in un Paese al di fuori del Vietnam sull’imposta vietnamita, l’imposta sammarinese dovuta, ai sensi della legislazione di San Marino e conformemente al presente Accordo, da un residente del Vietnam sui redditi realizzati a San Marino è ammesso in deduzione come credito d’imposta dall’imposta vietnamita applicabile a tali redditi. Laddove tali redditi siano dividendi pagati da una società residente di San Marino a una società residente del Vietnam che possiede non meno del 10 per cento delle azioni con diritto di voto della società che paga i dividendi, la deduzione riguarderà l’imposta sammarinese dovuta da detta società sui redditi con i quali sono stati pagati i dividendi. Tuttavia, l’ammontare della deduzione non può eccedere la quota dell’imposta vietnamita, calcolata prima della deduzione, attribuibile a tali elementi di reddito.                                                                                                                            2. Ai fini il termine “imposta sammarinese dovuta” è considerata comprendere l’imposta sammarinese che, ai sensi della legislazione di San Marino e conformemente al presente Accordo, sarebbe avente dovuto su qualsiasi reddito proveniente da fonti situate a San Marino, laddove tale reddito non fosse stato soggetto a un’aliquota ridotta o esente dall’imposta san marinese, in conformità alle disposizioni del presente Accordo e agli incentivi speciali previsti dalle leggi, per lo sviluppo economico di San Marino, in vigore alla data della firma del presente Accordo, o a qualsiasi altra disposizione che possa essere introdotta successivamente a San Marino per modificare o integrare dette leggi, nella misura in cui le autorità competenti degli Stati Contraenti convengano che essa abbia un carattere analogo per ambi paesi.                                                                          L’Italia ha stipulato con numerosi Paesi esteri Convenzioni per evitare le doppie imposizioni sul reddito e sul patrimonio, comunitari e non. Le stesse stabiliscono come deve essere ripartito il potere impositivo fra i due Stati contraenti, regolando il trattamento fiscale delle singole categorie di reddito.                                                                                                                                                         L’ACCORDO BILATERALE E UN ATTO D’IMPEGNO POLITICO TRA LE DUE PARTI CONSENZIENTI

In un mondo perfetto, i diritti enunciati nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo sarebbero sufficienti per proteggere tutti. Ma nella pratica, ad alcuni gruppi, come le donne, i bambini, i rifugiati, e ai migranti lavoratori le sono andati molto peggio degli altri e le convenzioni internazionali non sono state sufficienti a proteggere e promuovere i diritti umani di tali gruppi. Allo stesso modo, i cinque milioni di persone migranti in Italia che producono circa il 10% del PIL Si trovano ad affrontare una serie di barriere sociali che impediscono sostanzialmente:

  • Di ricevere l’istruzione;
  • di ottenere posti di lavoro, anche quando sono ben qualificati;
  • di avere accesso all’uguale opportunità;
  • di ottenere un’adeguata assistenza medica e sanitaria;
  • di trasmigrare;
  • di integrarsi nella società ed essere accettati.

In somma, la legislazione esistente Non funziona.

Come la convenzione permetterà di migliorare la vita dei lavoratori e della società?

“una nuova pietra miliare lungo la strada verso un’organizzazione internazionale attraverso un’illimitata cooperazione delle associazioni, sostenuta dagli Stati”.

Gli accordi favoriranno lo sviluppo economico e sociale.

  • Più educazione
  • Più stabilità lavorativa
  • Più cultura
  • Più asistenza medico sanitario
  • Più cooperazione intellettuale
  • Più cooperazione scientifica
  • Più intercambi commerciali
  • Più sviluppo economico e sociale
  • Più sviluppo sostenibile

-PER UN ISTITUTO INTERNAZIONALE PER IL PROGRESSO SOCIALE, E PER UN COMITATO INTERNAZIONALE SULLA COOPERAZIONE INTELETTUALE…!!! 

-PER IL RECONOSCIMIENTO COSTITUZIONALE DELLA REGIONE PEX POR REFERENDUM O PER LA FORZA DEI NOSTRI DIRITTI…!!!     

-VIVA LA CIRCUSCRIPZIONI INTERNAZIONALE DEI PERUVIANI ALL’ESTERO…!!!

-VIVA EL INTERNAZIONALISMO…!!! 

-L’UNIONE E FORZA, I DIRITTI SONO LA RAGIONE DELLA NOSTRA LOTTA…!!!

 -PER LA PACE E IL PROGRESSO DEL MONDO…!!!

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Martin Carrubba

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